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Circondario Val-Venosta

La tragedia del Lago di Resia

del 17.03.2014 delle ore 09:38

Gli orologi del campanile romanico di Curon sono senza lancette. Il tempo si è fermato. Il lago nato dalla diga è gelato. E il campanile sembra ricordare i paesi e i campi che una volta c’erano in quel areale.

 

Le condizioni meteo sono meravigliosa, il panorama fantastico. Una cartolina. Una coppia svizzera parcheggia la sua Porsche. Massimo prepara la telecamera, prova i microfoni.
L’uomo scende dall’auto e si avvia verso il lago. Si ferma al margine e scatta qualche foto. Quando passa davanti alla webcam sente una voce femminile, gentile, che lo esorta, in tedesco e in inglese (!) di pigiare il bottone verde e di mettersi poi vicino al parapetto. Lo fa. A quel punto si sentono sette pip (se ho contato bene) e di nuovo la voce che spiega che le foto si possono scaricare dalla homepage o tramite QR Code.
Anche noi di „2m2“ lo abbiamo fatto poco prima.

 

Parlo con lo svizzero. Gli racconto perché siamo, con le nostre riprese, e che proprio qui si è verificata una grande tragedia. Non sapeva di nulla.
Non aveva visto neanche il grande plastico che, insieme ad alcuni cartelli, spiega in modo conciso ma efficace in tre lingue (tedesco, inglese & italiano) la storia di questo luogo.

Massimo è pronto per iniziare le riprese. Vedo che lo svizzero si avvicina alla Porsche e inizia a parlare con la sua compagna che fino a quel punto era rimasta seduta in macchina.

 

Giriamo i saluti. Matteo e io siamo davanti alla telecamera, ci fotografano. Massimo cambia posizione alla telecamera e io vedo nel frattempo che lo svizzero e la sua compagna sono davanti alla webcam. Hanno abbandonato la Porsche. Fa di nuovo pip… si avvicina al cartello delle webcam, avvicina il suo cellulare al codice QR. Noi giriamo sul pontile… arriva gente, se ne va… continua a fare pip.

 

Trovo che la webcam sia una buona idea, ma il campanile per me è molto più che il semplice soggetto di una foto. Tutto il dolore che uomini e animali hanno dovuto sopportare… le espropriazioni senza indennizzi, tutto per un fantomatico “interesse nazionale al rafforzamento dell’industria nazionale” ecc. Come ci si deve sentire se improvvisamente qualcuno ti dice che casa tua viene travolta dalle onde. E le tombe? Noi uomini onoriamo i morti soprattutto sulle tombe. Per la costruzione della diga di Assuan sono stati spostati in maniera spettacolare i templi di Abu Simbel e di Iside. Che cosa è successo in Val Venosta?

 

Un testimone scrive: “Curon è ormai a un passo dalla fine. Come per un malato terminale, muore un arto dopo l’altro. Ogni giorno l’acqua conquista più terreno, giorno per giorno si sentono le esplosioni… e quando il fumo si è ritirato, un’altra casa è crollata su se stessa.” Domenica 9 luglio 1950, ultima messa. Al posto degli altari laterali incombe il vuoto del muro intonacato. L’organo era già stato asportato. Le parole del parroco dal pulpito erano commoventi. Molta gente ha pianto. Nel pomeriggio apside e ostie sono state portate alla chiesetta di Sant’Anna, sulla collina poco sopra il paese morente. Domenica 16 luglio, ore otto di sera: le campane suonano per l’ultima volta salutando la vecchia Curon. Per mezz’ora suonano tutte insieme, poi soltanto la grande per altri cinque minuti. Quest’ultimo saluto delle campane rimarrà un evento indelebile nella memoria di ogni abitante di Curon.“[1]

 

Rimane a questo punto solo un ultimo desiderio: che tutti quelli che si fanno fotografare o che scattano fotografie si fermino un attimo per ricordare della tragedia del Lago di Resia e non considerino il campanile solo un soggetto da cartolina.

[1] www.obervinschgau.it/geschichte/geschichte-alt-graun.pdf