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Circondario Val-Pusteria

La costola del gigante Baranci a S. Candido

del 19.02.2014 delle ore 18:20

Ignaz Vinzenz Zingerle Edler von Summersberg (* 6 giugno 1825 a Merano, Tirolo; † 17 settembre 1892 a Innsbruck) è conosciuto in Alto Adige, oltre che per il suo lavoro di critico letterario, germanista e scrittore, soprattutto come etnografo. Raccolse leggende, fiabe e usanze tirolesi. Lui ci racconta anche la storia della costola dei Baranci a S. Candido. 

Dice così:

 

“Quando a S. Candido fu costruita la Collegiata, si pensava di alzare otto gigantesche colonne che dovevano reggere la volta. Le colonne vennero scolpite a Sesto, ma quando erano pronte e le si doveva portare a S- Candido, non si sapeva come risolvere il problema considerando il loro peso.
Il gigante Baranci si disse disponibile e portò le otto colonne, ognuna con più di una pertica di diametro, fino a S. Candido.
In cambio chiese solo il vitto; si racconta però che il gigante mangiasse un vitello e un cesto di fagioli al giorno. Quando poi il gigante morì, una sua costola è stata appesa nella chiesa, dove la si può ammirare ancora oggi.”[1]

 

A proposito di questo su Wikipedia si trova quanto segue: “Strettamente legata alla montagna è la leggenda pusterese del gigante Baranci. Questi era il figlio di un comandante romano che era stato ucciso nella battaglia contro gli Unni. La balia riuscì a salvare il piccolo con un’astuzia e lo portò in fondo alla valle di Villgraten, dove una strega (detta “Lottermoidl”) le consigliò di nascondersi presso una vicina sorgente. L’acqua di quella sorgente era però miracolosa e così Baranci è cresciuto fono a diventare gigante. Nel frattempo gli Unni avevano raggiunto il castello di Heinfels e dominavano con terrore la Val Pusteria. Quando il duca Tassilo arrivò da quelle parti e soggiornò presso S. Osvaldo, una delegazione di contadini si rivolse a lui con la preghiera di liberarli dal giogo degli Unni. Il dica Tassilo assediò il castello degli Unni, ma non riuscì a conquistarla. Anche al principe degli Unni però non riuscì di cacciare il duca. A questo punto l’esito della guerra doveva essere deciso in duello. Il principe degli Unni era però di statura così maestosa che nessuno aveva il coraggio di affrontarlo. Il duca a quel punto mandò un messaggero alla sorgente Admirabus per chiedere l’aiuto del gigante Baranci. Alla confluenza del rio Sesto con il fiume Drava avvenne poi la lotta tra Baranci e il principe degli Unni, durante la quale Baranci sottomise l’Unno e gli staccò una costola che oggi è appesa sopra il portale del duomo di S. Candido. Come riconoscenza il duca Tassilo fondò il convento di S. Candido alla cui costruzione partecipò attivamente anche Baranci. Gli abitanti di S. Candido non erano molto contenti di questo, perché il gigante aveva un appetito impressionante. A quel punto Baranci si ritirò da eremita. Oggi dorme nella montagna che porta il suo nome e aspetta l’arrivo di un tempo promesso. Storicamente documentati sono la fondazione del convento di S. Candido a parte del duca bavarese Tassilo e il suo passaggio per la Val Pusteria. Il racconto che il castello di Heinfels sia stato fondato dagli Unni o dagli Avari, non viene confermato dalla storiografia moderna. La costola nel duomo di S. Candido è probabilmente quella di un rinoceronte lanoso.”[2]

Anche l’arciprete Franz Eppacher ha raccontato e commentato nel suo bel libro sulla Collegiata di S. Candido questa leggenda e i suoi riferimenti storici.[3] Vogliamo qui ringraziare l’arciprete Eppacher anche per il suo sostegno durante le riprese. Il nostro grazie va anche al famoso linguista, germanista e storico altoatesino Egon Kühebacher che è riuscito a chiarire alcuni dubbi della nostra guida, la storica Sigrid Wisthaler.

Ma allora, cos’è appeso nella Collegiata? La costola del gigante Baranci? Probabilmente no! La costola di un rinoceronte lanoso? Perché no, dalle dimensioni potrebbe essere. Si discute anche se possa essere una costola di balena. La signora Wisthaler ci dice però che si tratta del souvenir di un pellegrino proveniente da Gerusalemme e che è la costola di un dinosauro. Chiediamo a tutti quelli che si intendono di questa materia e che passano per S. Candido di dare un’occhiata a questa costola. Forse si scopre persino di che tipo di dinosauro si tratta… In ogni caso questa continua a essere una storia affascinante e curiosa dell’Alto Adige.

[1] da: Zingerle, Ignaz Vinzenz, Sagen, Märchen und Gebräuche aus Tirol (Leggende, fiabe e usanze del Tirolo). Innsbruck 1859. p. 94

 

[2] http://de.wikipedia.org/wiki/Haunold

[3] Eppacher, Franz: Die Stiftskirche Innichen. Kunst – Symbolik – Glaube (La collegiata di S. Candido. Arte – Simbologia – Fede). Lana 2011, p. 46 seg. Qui si dice che gli abitanti di S. Candido hanno ucciso il gigante con una trappola.